Di Salvatore Tramontano , Dottore Commercialista e Amministratore Unico di Emy Trustee s.r.l., Carola Cinetto , Avvocato
L’istituto del trust costituisce un importante punto di riferimento per il titolare di un’azienda che voglia, in anticipo, disegnare il “destino” della propria realtà di impresa proiettandola nel futuro. È questa la tematica del c.d. “passaggio generazionale” locuzione con la quale normalmente si indica il fenomeno della successione nella impresa di famiglia.
Il venir meno dell’imprenditore, con il subingresso di coeredi che non hanno necessariamente le stesse capacità imprenditoriali del fondatore e, spesso, neppure uniformità di vedute, costituisce un momento di forte criticità per le sorti dell’impresa. Per tali ragioni la gestione del momento della transizione generazionale si configura come un’esigenza oramai fortemente avvertita nel mondo imprenditoriale, soprattutto tenuto anche conto che il business model prevalente in Italia è rappresentato, di norma, da un’impresa di piccole o medie dimensioni, appartenente ad un unico nucleo familiare, e nella quale il processo decisionale risulta essere, prevalentemente, nelle mani dello stesso fondatore.
Le difficoltà incontrate dall’imprenditore che si accinge a pianificare il delicato processo del “passaggio di testimone” in azienda, risiedono prevalentemente, nel conciliare gli interessi propriamente imprenditoriali con quelli familiari, declinandoli in modo tale da consentire contestualmente:
Nell’ottica del passaggio generazionale di impresa, il Trust è lo strumento, noto per la sua poliedricità e versatilità, che consente di evitare, più di qualunque altro negozio giuridico presente nel nostro ordinamento, il rischio della c.d. “deriva generazionale” impedendone la disgregazione dell’azienda dopo la morte dell’imprenditore.
Avvalendosi di un Trust finalizzato al passaggio generazionale dell’impresa, il Disponente-imprenditore trasferisce al Trustee – soggetto di norma estraneo alla famiglia – l’azienda o le partecipazioni societarie, affinché questi amministri i beni in modo unitario e autonomo, nel rispetto del programma e secondo le disposizioni stabilite dal Disponente nel c.d. Atto istitutivo del Trust.
Il Trustee diviene, quindi, proprietario dei beni conferiti, ma si tratta di una proprietà “conformata”, in quanto esercitata nell’interesse dei Beneficiari e caratterizzata da un “effetto segregativo”, ossia protetta da qualsiasi vicenda che possa riguardare la sfera patrimoniale personale del Disponente, del Trustee o dei Beneficiari stessi.
L’affidamento dell’impresa di famiglia al Trustee:
Con un unico strumento è, invero, possibile preservare l’unitarietà e la continuità del patrimonio aziendale, superare le criticità tipiche della successione ereditaria e garantire una gestione stabile, efficiente e orientata al lungo periodo.
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